Scopri la vita e l’eredità di Éamon de Valera, la figura chiave che guidò l’Irlanda alla piena indipendenza e ne plasmò la sua Costituzione moderna…

Chi era Éamon de Valera?
Éamon de Valera (1882-1975) è una delle figure più centrali e controverse della storia irlandese. Patriota, rivoluzionario e statista di lunga data, la sua influenza ha plasmato in modo decisivo l’identità politica e sociale dell’Irlanda moderna.
In questo articolo approfondito, esploreremo le tappe fondamentali della sua vita, dal ruolo cruciale nella lotta per l’Indipendenza irlandese fino alla sua leadership come Taoiseach (Primo Ministro) e Presidente. Preparati a scoprire come questo leader determinato abbia guidato la nazione attraverso la rivoluzione, la guerra civile e la costruzione di un nuovo Stato sovrano.
Dalle origini alla Rivolta di Pasqua del 1916
Nato a New York nel 1882 da madre irlandese e padre spagnolo, de Valera crebbe in Irlanda, dove sviluppò un profondo amore per la cultura gaelica e un fervente nazionalismo. Dopo una carriera come insegnante di matematica, si immerse nell’attivismo politico, unendosi a organizzazioni come la Conradh na Gaeilge (Lega Gaelica) e i Volontari Irlandesi.
La sua carriera rivoluzionaria culminò con la Rivolta di Pasqua del 1916. De Valera fu uno dei comandanti sul campo a Dublino. Condannato a morte dopo la sconfitta dell’insurrezione, la sua pena fu commutata in reclusione grazie anche alla sua cittadinanza americana e alle pressioni internazionali. Questa clemenza in un contesto di esecuzioni di massa gli conferì un’aura di eroe e leader indiscusso tra i nazionalisti.
L’opposizione al Trattato e la Guerra Civile irlandese
Dopo la sua liberazione, Éamon de Valera fu eletto Presidente del Dáil Éireann (il Parlamento rivoluzionario) e guidò la delegazione irlandese ai negoziati con il governo britannico che portarono al Trattato Anglo-Irlandese del 1921.
Il dissenso sul Trattato
Nonostante l’accordo garantisse la creazione dello Stato Libero d’Irlanda, de Valera si oppose strenuamente al trattato. La sua principale obiezione era duplice:
- mantenimento della partizione: l’accordo escludeva sei contee dell’Ulster (Irlanda del Nord), che rimasero sotto il Regno Unito.
- giuramento di fedeltà: richiedeva ai membri del Dáil di prestare giuramento di fedeltà alla Corona Britannica, un requisito che riteneva inaccettabile per una repubblica pienamente sovrana.
Questo disaccordo spaccò il movimento indipendentista. La sua opposizione al trattato lo portò a dimettersi e a guidare la fazione anti-trattato nella successiva, sanguinosa Guerra Civile irlandese (1922-1923), un conflitto fratricida che lo vide sconfitto e ulteriormente segnato.

La nascita del Fianna Fáil e la Costituzione d’Irlanda
Dopo la guerra civile, de Valera e i suoi sostenitori si ritirarono dalla politica parlamentare per un periodo. Nel 1926, fondò un nuovo partito, il Fianna Fáil (Guerrieri del Destino), che divenne il principale attore della politica irlandese per decenni. Nel 1927, il partito entrò nel Dáil con la controversa mossa di aggirare il Giuramento di Fedeltà, definendolo “una vuota formula politica”.
Il padre della Costituzione
La sua ascesa al potere come capo del governo (Presidente del Consiglio Esecutivo) avvenne nel 1932. Il suo obiettivo primario fu lo smantellamento graduale dei legami rimanenti con il Regno Unito. L’atto più significativo di questa politica fu l’introduzione della Costituzione d’Irlanda (Bunreacht na hÉireann) nel 1937.
Questa nuova Costituzione:
- sostituì lo Stato Libero d’Irlanda con un nuovo Stato chiamato semplicemente “Irlanda” (Éire).
- istituì la figura del Presidente (Uachtarán).
- affermò la rivendicazione territoriale sulle sei contee del Nord.
- creò l’ufficio del Taoiseach come capo del governo.
Éamon de Valera al timone: neutralità e lungimiranza
Come Taoiseach, de Valera dominò la scena politica irlandese per gran parte del periodo dal 1932 al 1959.
La neutralità durante la Seconda Guerra Mondiale
La sua decisione più audace e cruciale fu quella di dichiarare la neutralità dell’Irlanda durante la Seconda Guerra Mondiale. Sebbene controversa, questa mossa è vista da molti come l’affermazione finale e definitiva della piena sovranità irlandese, dimostrando che l’Irlanda era libera di agire indipendentemente dal suo potente vicino, la Gran Bretagna.
Il passaggio alla Presidenza
Nel 1959, all’età di 77 anni, de Valera lasciò il governo per candidarsi alla Presidenza d’Irlanda (Uachtarán na hÉireann), un ruolo prevalentemente cerimoniale. Venne eletto e fu rieletto nel 1966, prestando servizio fino al 1973. La sua lunga presenza, prima come capo del governo e poi come Capo di Stato, simboleggia un’epoca di stabilità e di consolidamento nazionale. Morì a Dublino nel 1975, lasciando un’eredità complessa ma innegabilmente monumentale.
FAQ su Éamon de Valera
Qual è la differenza tra Taoiseach e Presidente in Irlanda?
Il Taoiseach è il Capo del Governo, l’equivalente del Primo Ministro, con potere esecutivo. Il Presidente d’Irlanda (Uachtarán) è il Capo dello Stato, una figura in gran parte cerimoniale con compiti di rappresentanza e custode della Costituzione.
Perché Éamon de Valera si oppose al Trattato Anglo-Irlandese?
La sua opposizione era focalizzata principalmente sul mantenimento della partizione dell’Irlanda (con l’esclusione dell’Ulster) e sul requisito che i membri del Parlamento irlandese prestassero un giuramento di fedeltà alla Corona Britannica, che considerava un tradimento dell’ideale repubblicano completo.
L’eredità duratura di un leader
Éamon de Valera è stato un colosso della politica dell’isola, uno statista irlandese che ha definito il corso del suo paese per oltre mezzo secolo. Dalla sua leadership nella Rivolta di Pasqua alla fondazione del Fianna Fáil e alla redazione della Costituzione d’Irlanda, le sue decisioni hanno gettato le basi per l’Irlanda come nazione sovrana, repubblicana e neutrale. La sua vita incarna la lotta per la libertà e l’autodeterminazione di un intero popolo.
(art. 0207)
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